soul

Fotografare le nostre passioni è una delle imprese più difficili e la nostra soddisfazione sarà inversamente proporzionale a quanto sentimento mettiamo in queste emozioni.
Se siamo veramente coinvolti e compiaciuti di assistere (o partecipare) ad un evento, sia esso sportivo, artistico o culturale in genere, cercheremo di fissare, in uno scatto che ci piaccia, le nostre profonde emozioni che questa attività ci procura e saremo severi giudici di noi stessi quanto più siamo coinvolti e quanto più sappiamo e conosciamo nei particolari quella disciplina sportiva o quel pezzo musicale…
Se fissiamo ad esempio, un giocatore di basket che saltando sotto canestro sta per mettere la palla nel cesto, ma la palla non si vede, be’ non saremo certo soddisfatti anche se il giudizio di altri, profani di questo sport, apprezzeranno tantissimo lo scatto per l’immagine che rappresenta in sé, non per la particolare azione sportiva. Verrà apprezzato il dinamismo, la perfetta messa a fuoco, la bellezza del gesto plastico, ecc… Ma noi non saremo soddisfatti al cento per cento, sappiamo che manca qualcosa, per noi importante al fine di descrivere la nostra emozione per quella passione sportiva.
Se siamo dei saltuari frequentatori di concerti, magari estivi all’aperto, e la nostra passione non è che una mera voglia di trascorrere una bella serata con simpatici amici ascoltando musica, ci accontenteremo di uno scatto che ricordi la piacevole serata, non saremo troppo severi se la foto sarà micromossa o avremo tagliato un braccio al chitarrista…
Così saremo giudici severi se la foto che qualcuno ci presenta è proprio della nostra grande passione e lo saremo molto meno se la foto che osserviamo rappresenta qualcosa che non ci coinvolge più di tanto.
La foto di oggi della bravissima Paola Congia, quasi ormai specializzata in foto di eventi musicali, mette d’accordo tutti, chi la passione della musica ce l’ha forte (come me che ho suonato la batteria, ma mi sarebbe piaciuta anche la tromba, appunto) e chi la musica la frequenta solo per avere un po’ di relax od un sottofondo piacevole mentre stressato si divincola nel traffico di ogni giorno.
La luce la fa da padrona, ma anche la composizione e l’espressione colta hanno una fondamentale importanza in questo piccolo capolavoro.
Chi ha frequentato questo genere fotografico, on stage, sa benissimo le difficoltà che ci sono per portare a casa un bello scatto. Il pubblico, la posizione, le luci, i soggetti in movimento spesso al buio e subito dopo illuminatissimi… Da impazzire, soprattutto se anche noi siamo pubblico e non abbiamo la possibilità di andare sotto il palco o ai lati o dietro, ma il nostro punto di vista è limitato dalla gente davanti, ma anche da quella intorno che spinge, salta, urla…
In queste situazioni però ciò che conta è il risultato finale, poco importa a chi guarda la foto appesa ad una parete o su un sito web, di quello che erano le condizioni ambientali, bisogna mantenere la calma e studiare tutto, come sempre ed è solo così che si tirano fuori dal cilindro scatti memorabili, scatti bellissimi degni di nota e riconosciuti tali da tutti, profani e professionisti.
Così, con la bravura tecnica e la sua sensibilità, Paola ci regala questa sorta di “genio della tromba” che compare a noi quasi misteriosamente, quasi appartenente più al mondo delle fiabe che a quello reale, si mostra piano piano dal buio e sembra sprigionare con tutta la sua potenza e la sua arte magica una musica che ci regalerà uno dei famosi tre desideri…
Aver colto in questa bellissima luce, ponendo nel fotogramma il soggetto lungo la diagonale, una così bella espressione sofferta, classica ed intensa del suonatore di tromba, non fa che confermare quanto di Paola già sapevamo da tempo, la sua passione per la musica, per il mondo dello spettacolo, la porta ad esprimersi ai suoi più alti livelli con risultati veramente egregi, raggiungibili solo da chi cerca di tramutare in emozione condivisibile la propria grande passione.

Alberto Gianfranco Baccelli
(bagdesign)

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