Incrocio di sguardi

In questo mondo sempre più spinto verso le innovazioni e le tecnologie applicate all’immagine è facile
cadere nel falso oracolo degli effetti speciali ad ogni costo. Fatti per stupire, per fare bella mostra di sé
e per essere il più delle volte solo fini a se stessi, a scapito dei contenuti.
Questo lo viviamo ogni giorno, specie nelle comunicazioni visive, TV, cinema, internet…
Immagini sempre più cariche di effetti e colori speciali, trucchi e fotomontaggi, di tutto e di più!
Un bombardamento quotidiano al quale siamo tutti, più o meno sottoposti, più o meno inconsapevolmente.
Colori, coloroni, supercolori! Fotomontaggi incredibili, sempre più affascinanti ed impossibili!
Immagini, immagini, migliaia di immagini, sia fotografiche che video ci accompagnano e ci inseguono
in questa nostra frenetica vita…
Così è bello imbattersi, ancora di più, nelle cose semplici, nelle immagini pulite, quelle che immediatamente
comunicano qualcosa, meglio se positivo, ironico, allegro… E’ bello trovarsi davanti all’improvviso
immagini che ti ridanno il respiro profondo e ritmico, che ti fanno fermare a guardare veramente ciò che hai davanti.
Bello trovare foto come questa e portarle di nuovo alla ribalta e parlarne un po’ con calma, concedendosi
quel poco di tempo necessario ad una analisi più accurata. Bello concedersi di fronte a tali scatti un po’ di
pace e sana riflessione che ci distolga da tutta la frenesia (della vita, ma anche del mondo fotografico) che
spesso non ci dà agio di godere appieno di ciò che abbiamo davanti. Non che questa foto della brava
Paola Congia a suo tempo, quando venne postata qui su MicroMosso, fosse passata inosservata, tutt’altro,
ma mi piace pensare che di fronte a tali fotografie tutti siamo d’accordo nell’apprezzarla.
Lo stile è al di sopra di ogni critica, di ogni moda e tempo. Nel suo bianconero piacevolissimo, dalla lettura
semplice ed immediata riconcilia con il modo classico della fotografia dei grandi maestri. Una foto che potrebbe
essere stata benissimo scattata da uno dei maggiori e conosciuti fotografi di ogni tempo e non faccio nomi per
non far inorgoglire troppo la simpatica e bravissima Paola. Ma, senza scherzi, questa fotografia non sfigurerebbe
nelle collezioni di nessun fotografo affermato.
I punti di forza sono la situazione, i personaggi, le posizioni e l’ambientazione.
Quel vecchio seduto che osserva la gigantografia alle sue spalle dalla quale un bamboccione paffuto lo sta
osservando a sua volta con aria un po’ incredula, pare ribaltare la realtà… Per un attimo viene da chiedersi:
è il bambino che sta osservando il vecchio o il contrario??
Il tutto è accentuato dalle facce dei genitori, nella foto appesa al muro, che rivolgono il loro sguardo inespressivo
all’osservatore e dalla staticità della scena, nonché dalla sua semplicità e pulizia, priva cioè di elementi di disturbo
(fatta eccezione per quel pezzettino minuscolo di tappeto che spunta in basso a destra).
Un divano, un uomo seduto ed una foto appesa al muro. Pochi elementi, ben messi, sapientemente sfruttati
dalla nostra brava Paola. Da non trascurare, infine, la perfetta nitidezza dell’immagine, dove ogni particolare è
ben leggibile: dalle scarpe dell’uomo all’intonaco del muro, dagli intagli del divanetto alla stoffa dello stesso.
Insomma una foto dove emozione e tecnica viaggiano di pari passo e l’una è ben sostenuta dall’altra, prova
questa che la nostra Paola possiede tutti i requisiti per essere una vera Fotografa.

Alberto Gianfranco Baccelli
(bagdesign)

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